PALAZZO DUCALE
Antica sede del potere oggi vetrina della cultura
CAPITOLO 3°
Da sede degli uffici burocratici del Regno Sardo all'acquisizione dell'edificio da parte del Comune
La decisione del Congresso di Vienna di annettere la Liguria, nel 1815, al Regno di Sardegna, il palazzo č trasformato in Governatorato del regno sardo, nei suoi locali sono sistemati vari uffici burocratici come: il Tribunale, la Corte d'Appello, l'Intendenza di Finanza e la Questura, l'edificio torna ad essere definito Palazzo Ducale.
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Stemma del Regno di Sardegna, sistemato nel Salone del Maggior Consiglio. Lo stemma di Genova č inserito tra le insegne del regno |
Sigillo del Tribunale di Seconda Cognizione di Genova |

Bolli di franchigia della Corte d'Appello di Genova

Bollo dell'Intendenza della Finanza di Genova
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| Bollo di franchigia dell'Ispezione di Polizia di Genova | Ricevuta relativa il cambio del passaporto, rilasciata dalla Direzione di Polizia del Ducato di Genova |
Verso la metā dell'ottocento, č demolito l'avancorpo del palazzo, detto "cortina", in questa occasione viene rifatta la facciata da Ignazio Gardella, il quale opera un intervento di consolidamento del tetto, mediante capriate metalliche, dopo detto intervento il Palazzo Ducale acquista l'aspetto attuale.
Durante il Risorgimento, nel 1833, č detenuto Jacopo Ruffini in una cella della Torre Grimaldina. Il patriota iscritto alla "Giovine Italia", per timore di rivelare sotto tortura i nomi dei compagni preferisce togliersi la vita.

Jacopo Ruffini detenuto nella Torre
Davanti al palazzo i genovesi esultano, il 9 febbraio 1848, per la concessione dello Statuto da parte del Re Carlo Aberto, come il giorno precedente č successo ai torinesi.

Carlo Alberto concede lo Statuto
Il tricolore con lo stemma sabaudo č adottato da Carlo Alberto, dal 24 marzo 1848 sventola sulla torre del palazzo.
Giuseppe Garibaldi, di ritorno dalla sfortunata avventura della difesa della Repubblica Romana, č benevolmente detenuto nel 1849 a palazzo, in attesa di decisioni sul suo conto, fino a quando il generale Alfonso La Marmora gli ordina l'esilio.

Giuseppe Garibaldi Generale delle truppe della Repubblica Romana
Negli anni di fine ottocento, nel grande porticato, lato Piazza De Ferrari, č trasformato in ufficio postale e telegrafico.
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| Bollo dell'ufficio postale | Bollo dell'ufficio telegrafico |
La piazza antistante assume tra il 1900 ed il 1943, una ulteriore denominazione, Piazza Umberto I.
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| Umberto I Re d'Italia, assassinato il 29.7.1900 | |
Recto![]() |
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| Busta del Prefetto di Palazzo di S.M. il Re, listata a lutto per la morte di Umberto I, spedita da Roma il 13-8-1900 ed indirizzata al Sindaco di Genova Francesco Pozzo. | |
Nel 1900 nei locali a livello della piazza, č collocata la sede della Pubblica Assistenza Croce Verde.

Biglietto d'invito alla Festa Sociale del 1903
della pubblica assistenza.
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Una manifestazione della Pubblica Assistenza Croce Verde con il relativo parco delle attrezzature di soccorso del sodalizio; tra le quali si notano: la tenda per ospedale da campo, le portantine a mano e le autoambulanze. Dall'abbigliamento dei visitatori e dai modelli delle auto la fotografia dovrebbe essere stata scattata durante gli anni venti |
Nel salone del palazzo, nel 1923, si riunisce il 1° parlamento dell'Associazione "A Compagna", sodalizio il quale si prefigge la difesa delle tradizioni storiche, artistiche, folkloristiche e dialettali genovesi.
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Tessera vitalizia dell'Associazione "A Compagna"
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1926 - Collocazione del "Campanun do Paxo" |
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Per volontā de "A Compagna" nel 1926 č ricollocata la campana della torre, durante la II Guerra Mondiale la campana, nel 1941, č donata alla patria; inoltre nel 1980 lo stesso sodalizio ne cura ancora la ricollocazione. Sempre nel 1926 l'associazione ripristina il "Confęugo" antico omaggio alla massima autoritā cittadina, tradizione risalente al 1307, oggi riservata al sindaco, in occasione del Natale, di un albero d'alloro ed il suo abbruciamento sulla piazza antistante Palazzo Ducale.
Con l'acquisto da parte del Comune, nel 1933, il palazzo č restaurato da Gaetano Poggi e da Orlando Grosso.

La fontana opera di Giovanni Mazzetti (1642)
Nel cortile lato orientale del palazzo, restaurato nel 1934, quindi viene collocata la fontana proveniente dalla scomparsa Piazza Ponticello.
La facciata rivolta verso Piazza Raffaele De Ferrari, č affrescata con decorazione multicolore da Orlando Grosso, artista, restauratore e direttore delle Belle Arti al comune di Genova dal 1921 al 1949.
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Fine del 3° capitolo
MICHELE PERRONE